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tu sei poesia

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Mi dice ” tu sei poesia”.

Mi legge prima di addormentarsi.

Poi mi lascia scivolare dolcemente sulle morbide coperte

con le pagine ancora aperte.

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He tells me “you are poetry.”

He  reads me  before falling asleep.

Then he lets me slide gently on the soft blankets

with the pages still open.

una due…. Samira Negrouche

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Una due conto le gocce che cadono dal cielo sull’insolente pezzo di  plastica abbandonato sul balcone  tre quattro ogni pensiero è buono  da cacciare quando non arriva  nulla né un desiderio né il sonno cerco una sigaretta con la coda  dell’occhio eppure non fumo.

Une deux je compte les gouttes qui tombent du ciel sur le bout de plastique insolent qui traîne sur le balcon trois quatre toutes les pensées sont bonnes à chasser quand rien ne vient ni désir ni sommeil je cherche une cigarette du coin de l’œil et je ne fume même pas.

One two I count the drops falling from the sky onto the bit of insolent plastic left lying on the balcony three four all thoughts are fit to pursue when nothing comes not desire nor sleep I look for a cigarette furtively not that I even smoke.

da Jazz degli ulivi, Poiesis editrice

abitare le domande

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non avere fretta di trovare risposte alle tue domande.  prima abitale!!

don’t rush to find answers to your questions. before , inhabits them!!!

il pleut

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Il pleut des voix de femmes comme si elles étaient mortes même dans le souvenir
C’est vous aussi qu’il pleut, merveilleuses rencontres de ma vie. ô gouttelettes!
Et ces nuages cabrés se prennent à hennir tout un univers de villes auriculaires
Écoute s’il pleut tandis que le regret et le dédain pleurent une ancienne musique
Écoute tomber les liens qui te retiennent en haut et en bas.

Piovono voci di donne come fossero morte perfino nel ricordo . piovete anche voi  meravigliosi incontri della mia vita oh goccioline! E quelle nuvole allineate incominciano a nitrire un intero universo di città auricolari. Ascolta se piove mentre il rammarico e lo sdegno piangono una  musica antica . ascolta cadere i legami che ti tengono in alto e in basso.

 

reblogged: Elegia per Nadia Anjuman

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 qui l’articolo completo :  Elegia per Nadia Anjuman.

Poesie di Nadia Anjuman

(Traduzione dal ‘farsi’ in inglese di Mahnaz Badihian, traduzione dallinglese in italiano di Cristina Contilli).

Imprigionata in questo angolo

I am caged in this corner

 Full of melancholy and sorrow.
 My wings are closed and I cannot fly…
 Sono imprigionata in questo angolo
 Piena di malinconia e di dispiacere.
 Le mie ali sono chiuse e non posso volare.

Nessuna voglia di parlare

No desire to open my mouth

 What should I sing of…?
Me, who is hated by life,
No difference to sing or not to sing.
 Why should I talk of sweetness?
 When I feel bitterness.
 Oh, the oppressors feast
 Knocked my mouth.
 I have no companion in life.
 Who can I be sweet for?
 No difference to say, to laugh,
 To die, to be.
 Me and my strained solitude.
 With sorrow and sadness.
 I was borne for nothingness.
 My mouth should be sealed.
 Oh my heart, you know it is spring.
 And time to celebrate.
 What should I do with a trapped wing?
 Which does not let me fly.
 I have been silent for too long,
 But I never forget the melody,
 Since every moment I whisper.
 The songs from my heart,
 Reminding myself of
 A day I will break the cage.
 Fly from This solitude
 And sing like a melancholic.
 I am not a weak poplar tree
 To be shaken By any wind.
 I am an Afghan woman,
 Makes sense to moan always.

Nessuna voglia di parlare.

 Che cosa dovrei cantare?
 Io, che sono odiata dalla vita.
 Non c’è nessuna differenza tra cantare e non cantare.
 Perché dovrei parlare di dolcezza?
 Quando sento l’amarezza.
 L’oppressore si diletta.
 Ha battuto la mia bocca.
 Non ho un compagno nella vita.
 Per chi posso essere dolce?
Non c’è nessuna differenza tra parlare, ridere,
 Morire, esistere.
 Soltanto io e la mia forzata solitudine
 Insieme al dispiacere e alla tristezza.
 Sono nata per il nulla.
 La mia bocca dovrebbe essere sigillata.
 Oh, il mio cuore, lo sapete, è la sorgente.
 E il tempo per celebrare.
 Cosa dovrei fare con un’ala bloccata?
 Che non mi permette di volare.
 Sono stata silenziosa troppo a lungo.
 Ma non ho dimenticato la melodia,
 Perché ogni istante bisbiglio le canzoni del mio cuore
 Ricordando a me stessa il giorno in cui romperò la gabbia
 Per volare via da questa solitudine
 E cantare come una persona malinconica.
 Io non sono un debole pioppo
 Scosso dal vento
 Io sono una donna afgana
 E la (mia) sensibilità mi porta a lamentarmi.
 Traduzione dal farsi in italiano di Amir e Sashinka Gorguinpour.

Ringraziamento di Wislawa Szymborska

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Ringraziamento 

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

Non devo loro nulla
direbbe l’amore
su questa questione aperta.

Poesia di Wislawa Szymborska 
da Vista con granello di sabbia 

 

Thank you note

I owe so much
to those I don’t love.

The relief as I agree
that someone else needs them more.

The happiness that I’m not
the wolf to their sheep.

The peace I feel with them,
the freedom –
love can neither give
nor take that.

I don’t wait for them,
as in window-to-door-and-back.
Almost as patient
as a sundial,
I understand
what love can’t.
and forgive
as love never would.

From a rendezvous to a letter
is just a few days or weeks,
not an eternity.

Trips with them always go smoothly,
concerts are heard,
cathedrals visited,
scenery is seen.

And when seven hills and rivers
come between us,
the hills and rivers
can be found on any map.

They deserve the credit
if I live in three dimensions,
in nonlyrical and nonrhetorical space
with a genuine, shifting horizon.

They themselves don’t realize
how much they hold in their empty hands.

“I don’t owe them a thing,”
would be love’s answer
to this open question.

Translation  from Polish by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh

 

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shooting

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 shooting

I shoot you shoot

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